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Didattica

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In breve

In breve

L’Italia, l’Europa e il mondo stanno affrontando importanti trasformazioni – legate alla crisi climatica, ai cambiamenti tecnologici, alla trasformazione demografica per citarne solo alcune. Per affrontare tali sfide sarà necessaria l’applicazione di competenze specializzate d’avanguardia e trasversali. La biodiversità delle discipline e dei linguaggi, la grande capacità di ricerca e contatto con il territorio che caratterizzano il nostro Ateneo, così come i grandi risultati in termini di qualità e innovazione del processo di insegnamento e apprendimento in cui si è investito fortemente negli ultimi anni, sono il punto di partenza per sviluppare ulteriormente una strategia che miri a consolidare una didattica attrattiva a livello nazionale e internazionale, inclusiva, transdisciplinare e capace di supportare il cambiamento coerentemente con quanto espresso nelle linee guida europee, grazie al coinvolgimento e valorizzazione di tutte le componenti che contribuiscono a rendere il nostro Ateneo un polo di eccellenza.

Qualità, innovazione e supporto. Mettere al centro il processo di apprendimento, continuando a investire in qualità e innovazione che permettano la formazione di saperi critici e capacità di pensiero, in grado di fare leva sulle competenze di frontiera in ambito di ricerca, valorizzando le specificità disciplinari e favorendo l’ibridazione di saperi e la multidisciplinarità. Investire in spazi e strutture che possano permettere a studentesse e studenti di esprimere al massimo le loro potenzialità e agevolare la loro partecipazione attiva, potenziando e ampliando i servizi di supporto, con una forte attenzione alla componente internazionale.

Valorizzazione delle competenze e razionalizzazione dei processi. Garantire una didattica di qualità, per competere a livello internazionale, richiedere energie, investimenti, infrastrutture dedicate. Semplificare, razionalizzare e armonizzare processi e procedure, supportare l’attività dei presidenti del corso di studio, premiare gli sforzi effettuati e investire nella formazione e cultura dell’innovazione di personale tecnico e amministrativo e personale docente, secondo le necessità ed esigenze espresse.

Tecnologie abilitanti per l’inclusione, la sperimentazione, il coinvolgimento. Secondo le regole ministeriali e per nostra vocazione, l’esperienza didattica passa necessariamente dallo scambio e l’incontro tra docenti e studentesse e studenti, in presenza. É strategico però poter riflettere su come valorizzare l’esperienza di questi mesi rispetto al potenziale di complementarietà degli strumenti tecnologici per la didattica. Continuare a investire perché l’esperienza didattica possa essere potenziata anche attraverso l’utilizzo sapiente di tecnologie che, nel rispetto a valorizzazione delle diverse esigenze disciplinari e individuali, possano rappresentare una piattaforma per sperimentare, coinvolgere, approfondire con format e contenuti ad hoc, rendendo l’attività didattica più inclusiva e accessibile a tutte le studentesse e tutti gli studenti, e aprendo a una più ampia platea di fruitori – ad esempio favorendo lo sviluppo di piattaforme per il lifelong learning per veicolare le competenze di frontiera sviluppate in Ateneo a professionisti e adulti in formazione e creare occasioni di contaminazione.

Transdisciplinarietà

Transdisciplinarietà

Uno degli obiettivi del prossimo sessennio sarà quello di progettare un’offerta formativa che incrementi i caratteri di inter e transdisciplinarietà e che si affianchi alla formazione disciplinare specifica, offrendo la possibilità di avvicinare e far coesistere saperi, conoscenze e competenze di discipline diverse (si veda anche il programma ricerca). La didattica dovrà portare ancora più al centro la studentessa e lo studente, prevedendo l’aumento delle attività esperienziali ritagliate su specifici insegnamenti e Corsi di Studio (CdS). Proprio il rispetto delle peculiarità e delle necessità dei singoli insegnamenti, declinato però all’insegna della transdisciplinarietà, rappresenta una delle sfide future.

Nell’ambito della transdisciplinarietà, un percorso virtuoso è già stato intrapreso: si rammenti, ad esempio, l’istituzione di General Courses e CdS multi-disciplinari, così come l’inserimento di percorsi per l’inserimento di soft skill. In termini di offerta formativa, seguendo tale approccio, si prevedono le seguenti azioni specifiche:

  • Creare comunità interdisciplinari per contaminare i saperi - Sarà necessaria l’integrazione didattica delle diverse competenze (disciplinari e trasversali, di base e professionalizzanti), quale risposta alle nuove e rinnovate esigenze del mondo del lavoro, la cui presenza, coinvolgendo le parti interessate, dovrà essere attiva in tutta la fase dell’istituzione dei CdS. A tal proposito, verranno valorizzate le collaborazioni tra docenti di diverse discipline, la creazione di comunità interdisciplinari per la contaminazione tra i settori scientifici e la generazione di innovazione didattica nei nostri percorsi di studio, tutte attività che avranno positive ricadute anche per lo sviluppo di nuove linee di ricerca.
  • CdS a carattere transdisciplinare - Si cercherà di favorire non solo l’istituzione di nuovi CdS a carattere interdipartimentale ma anche eventuali modifiche, in questa direzione, dell’ordinamento di CdS già esistenti. Le modifiche in tal senso saranno aiutate dal DMM 133/2021, già in atto, che permette una maggiore flessibilità per quanto riguarda i settori scientifico disciplinari delle materie affini e integrative, oltre che dalla riforma delle classi di laurea prevista nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Inoltre, sulla scia delle esperienze positive sviluppate recentemente, si favorirà l’istituzione di nuovi CdS, specialmente magistrali, nati dalla collaborazione tra Dipartimenti diversi, che facciano dialogare discipline attualmente lontane e che possano al contrario offrire prospettive didattico/scientifiche diverse di un medesimo contenuto. Tale interdisciplinarietà dovrà seguire una logica sfidante, che porti anche alla creazione di offerte formative inter-area transdisciplinari e che consideri, laddove utile e fattibile, la possibilità di mutuare insegnamenti da CdS di livello diverso. Questi CdS potrebbero avere anche un carattere internazionale, con l’eventuale creazione di doppi titoli con Università estere.

Qualità e attrattività

Qualità e attrattività

Nel corso degli ultimi anni, il processo di valutazione della didattica e assicurazione della qualità previsto a livello Ministeriale ha elevato in maniera significativa la qualità dell’offerta formativa grazie a una serie di azioni virtuose definite a livello di Ateneo. In tale logica, l’istituzione del Presidio per la qualità della didattica e di strumenti per supportare la formazione continua del corpo docente hanno rappresentato solo alcune delle principali azioni che hanno portato all’innalzamento della quality assurance, culminato nel 2019 con l’ottenimento per l’Ateneo dell’accreditamento ANVUR di livello A-Molto positivo e l’accreditamento a livello internazionale di alcuni CdS. Il programma del prossimo Rettorato si dovrà porre l’obiettivo ambizioso di un ulteriore rafforzamento della qualità e attrattività dei CdS e dei singoli insegnamenti, secondo linee di intervento mirate:

  • Certificazione a livello internazionale dei CdS - Sarà importante supportare dal punto di vista amministrativo e logistico i CdS che intendano acquisire una certificazione di qualità internazionale.  Tali certificazioni possono condurre a una maggiore visibilità e attrattività a livello nazionale e internazionale per studentesse e studenti. 
  • Qualità, razionalizzazione e specificità dei CdS - La qualità della didattica offerta può risentire dell’elevata numerosità studentesca di molti CdS. Sarà pertanto fondamentale:
      • Incrementare azioni puntuali a sostegno della qualità per i CdS la cui numerosità supera quella indicata nella classe, come attivare finanziamenti straordinari per sostenere le esigenze legate alle necessità formative specifiche e implementare nuove modalità di utilizzo della docenza mobile;
      • Valorizzare i momenti di didattica integrata, che completino la didattica erogata in presenza, inserendo forme diverse di ambienti di apprendimento (aula e virtuale -piattaforma LMS), consentendo quindi di individuare metodologie didattiche di elevata efficacia (la classe capovolta, il cooperative learning, etc.), di ottimizzare la gestione dei tempi e di adottare modelli organizzativi flessibili e scalabili;
      • Rinforzare la figura del tutor, permettendo quindi di rispondere all’esigenza manifestata da molte studentesse e da molti studenti di poter maggiormente usufruire di una guida durante il loro percorso di studi, esigenza ancora più marcata per le studentesse e gli studenti internazionali. Un rafforzamento delle attività di tutoraggio potrà favorire una maggiore inclusione a tutti i livelli.
  • Valorizzazione e visibilità dei CdS – È fondamentale progettare delle azioni che portino a un aumento della visibilità e a un incremento del valore percepito dei corsi. Per fare ciò sarà necessario:
      • Avviare una strutturata campagna di comunicazione di tutti i CdS, anche attraverso la realizzazione di video di presentazione dei corsi stessi, che permetta di raggiungere un maggior numero di potenziali studentesse e studenti in Italia e all’estero e che comunichi al territorio le attività realizzate.
      • Migliorare il sito web di Ateneo, rendendo omogenei i contenuti tra strutture centrali e periferiche, eliminando le eventuali incongruenze di contenuti tra i diversi livelli (si veda anche il programma su ICT). 

Premialità e valorizzazione

Premialità e valorizzazione per l’eccellenza didattica

A livello nazionale, nell’ultimo decennio, la premialità si è incentrata prioritariamente sulla ricerca, caratterizzando le progressioni di carriera di ogni docente o l’innalzamento in termini di ranking, dotazioni e attrattività delle strutture dipartimentali. Tuttavia, è anche presente un costante e forte richiamo all’innalzamento del livello qualitativo dell’offerta didattica. Nel prossimo sessennio verrà pertanto dato risalto alla premialità per la didattica, mediante azioni concrete:

  • Supporto alla Presidenza dei CdS – La/il Presidente del CdS svolge un ruolo cruciale ma molto complesso e dispendioso in termini di tempo e di energia, che rischia di complicare tempi, modi e possibilità di crescita di chi se ne fa carico. Ove possibile e compatibilmente con l’offerta formativa, sarà importante inserire politiche di riconoscimento dell’attività svolta dalla/dal Presidente e prevedere la figura di Manager Didattico il cui ruolo sarà di supportare le/i Presidenti dei CdS in una serie di attività. Tale nuova figura di Manager Didattico, ricoperta da personale amministrativo qualificato, si assumerà la responsabilità di molti processi attualmente in carico alla/al Presidente del CdS permettendo alla/al docente di “riappropriarsi” del tempo attualmente impegnato in tali pratiche burocratiche.
  • Valorizzazione della didattica - Nel prossimo sessennio si supporterà una cultura che valorizzi la qualità nella didattica, anche facendo leva a livello di CRUI, affinché nelle abilitazioni nazionali del personale docente, come da standard europeo, possa essere valorizzato anche il curriculum didattico e non solo quello relativo alla ricerca.

Semplificazione e razionalizzazione

Semplificazione e razionalizzazione dei processi

L’innalzamento degli standard qualitativi della didattica passa non solo dalla bontà dell’offerta formativa erogata ma anche dal funzionamento dell’organizzazione di questa attività complessa. Tale aumento della qualità permetterà di ottimizzare le risorse e di mettere tutte e tutti nelle condizioni di poter svolgere al meglio il proprio ruolo all’interno della comunità accademica. In quest’ottica ci si dovrà concentrare su alcuni punti:

  • Semplificazione dei processi e armonizzazione dell’offerta formativa - Ci si propone di regolarizzare e ottimizzare i flussi di competenze e di informazioni tra le varie strutture, per contrastare ridondanze o carenze ancora oggi presenti nelle interazioni tra Dipartimenti, CdS e Scuola. In questo processo saranno coinvolte le figure di Manager Didattici e la razionalizzazione degli strumenti tecnologici a supporto dei processi.
  • Potenziamento del supporto amministrativo connesso alla didattica – Per conseguire un miglioramento della qualità complessiva della didattica è necessario: investire maggiormente sul personale tecnico amministrativo dedicato alla didattica; rivedere completamente la gestione delle fasi di pre- e immatricolazione; continuare la strada già intrapresa verso una modernizzazione  del modo in cui vengono fornite informazioni alla componente studentesca (FAQ, Chatbot, assistenti virtuali come l’attuale Watson).
  • Diffusione della figura di Manager Didattico tra i Dipartimenti/Scuole - Si suggerisce la più ampia diffusione della figura del Manager Didattico volta a semplificare e armonizzare aspetti formali legati alle attività dei CdS del Dipartimento/Scuola, a supportare le attività delle e dei Presidenti di CdS e i processi comunicativi da e verso tutti gli interlocutori della comunità universitaria (docenti, studentesse, studenti e tutor) e soprattutto verso potenziali studentesse e studenti interessati all’offerta didattica di Ateneo. Le figure di Manager didattico offriranno un supporto per le attività dei CdS contribuendo in maniera partecipata alle attività di valutazione e autovalutazione, oltre che agevolando i flussi comunicativi.

Sviluppo professionale e didattica

Sviluppo professionale e didattica centrata su studentesse e studenti

Il mondo del lavoro richiede laureate e laureati in possesso di soft skill e capacità critiche, capaci di affrontare e guidare le importanti trasformazioni che la nostra società sta attraversando – legate alla crisi climatica, ai cambiamenti tecnologici e alla trasformazione demografica per citarne solo alcune. Il raggiungimento di tali obiettivi richiede necessariamente di investire in nuove modalità di espressione dell’esperienza di apprendimento e di formazione per studentesse, studenti, personale docente e tecnico amministrativo di supporto alla didattica:

  • Rafforzare lo sviluppo di soft skill di studentesse e studenti - Nel rispetto delle specificità delle attività formative offerte da ogni CdS, sarà importante implementare, tramite l’offerta di pacchetti di attività formative, l’acquisizione da parte di studentesse e studenti di soft skill, da valorizzare attraverso il riconoscimento di open badge. Tale azione si potrà concretizzare nell’ampliamento di offerte formative, a livello sia di Ateneo, sia dei singoli CdS, dedicate allo sviluppo di competenze tra loro collegate e inserite in più momenti durante l’intero percorso formativo. Tali azioni, la cui efficacia andrà preventivata e misurata, dovranno prevedere metodologie didattiche legate all’apprendimento attivo, che potenzino le capacità anche comunicative di studentesse e studenti. In aggiunta, si investirà per valorizzare la creazione di occasioni di didattica legata al mondo del lavoro, soprattutto per i corsi di LM, per meglio dialogare con il mondo produttivo, e verranno valorizzate, anche attraverso open badge, le attività professionalizzanti.
  • Promuovere lo sviluppo professionale del personale docente e tecnico amministrativo - Offrire didattica di qualità in un contesto di continuo cambiamento richiede investimenti in formazione del personale docente e tecnico amministrativo di supporto alla didattica. Ci si propone quindi di:
    • Valorizzare percorsi di formazione del personale docente, su base volontaria, facendo leva sulle esperienze già sviluppate in Ateneo (es. Teaching4Learning@UNIPD). Tali percorsi sono volti a supportare il personale docente in questo complesso compito e possano garantire alle studentesse e agli studenti una migliore e aggiornata didattica.
    • Offrire a ricercatrici e ricercatori in ingresso nel nostro Ateneo la possibilità di partecipare, nel rispetto della specificità dei settori scientifico disciplinari, a un percorso di formazione della durata di 30 ore sulla didattica entro i primi due anni dall’assunzione (da riconoscersi come parte del carico didattico) per prepararli all’ingresso al mondo della didattica.
    • Offrire a tutto il personale docente, su base volontaria e valorizzando le specifiche esigenze dei vari CdS, formazione in vari ambiti legati alla didattica, in linea con quanto descritto nei documenti della European University Association (EUA).
    • Offrire percorsi di aggiornamento e di valorizzazione delle competenze per il personale tecnico amministrativo che si occupa di supporto alla didattica.

Tutorato e servizi

Tutorato e servizi rivolti a studentesse e studenti

È fondamentale progettare azioni e interventi sulla base dei bisogni effettivi di studentesse e studenti, considerando, per il loro intero percorso formativo, un approccio centrato sulla persona e sulle sue esigenze, prendendo nella giusta considerazione anche interessi, valori, aspettative, abilità sociali e caratteristiche personali. A tal fine, si propone di incrementare le azioni di tutorato, coinvolgendo attivamente tutte le componenti del nostro Ateneo nell’individuare i bisogni a cui fornire risposte:

  • Tutoraggio alla pari - In tale contesto, si suggerisce di promuovere l’implementazione della figura di tutor alla pari (peer tutor) nelle varie strutture (Scuole e Dipartimenti), a partire dalle esperienze già sviluppate (es. TF@UniPD). Si propone che tali tutor possano godere in maniera continuativa di specifica formazione, sulla base delle azioni che sono chiamate/i a svolgere e di riconoscerne il ruolo anche attraverso open-badge, valorizzando quindi tali esperienze ai fini delle progressioni di carriera. Sarà strategico migliorare la comunicazione di tale figura presso tutte le componenti coinvolte (studentesse, studenti, dottorande, dottorandi, specializzande, specializzandi, personale docente e tecnico amministrativo) per supportare una più chiara consapevolezza del loro ruolo.
  • Supportare l’interazione tra tutor, personale docente e tecnico amministrativo, studentesse e studenti - Per assicurare l’efficacia dell’azione di tali tutor, si propone che questa attività sia implementata in modo sinergico con le iniziative agite da docenti, personale tecnico amministrativo, ed esperte/i, stimolando la formazione di comunità eterogenee (personale docente e tecnico amministrativo, studentesse e studenti) e possibilmente interdisciplinari, partecipando attivamente nella progettazione ed esecuzione di tali attività. Tale approccio è anche funzionale a migliorare le relazioni tra corpo docente e componente studentesca, a valorizzare il ruolo del personale tecnico amministrativo e a promuovere esperienze di collaborazione tra studentesse e studenti di aree disciplinari diverse. Queste comunità saranno inoltre un punto di dialogo e coordinamento rispetto alle progettualità dedicate al supporto delle studentesse e degli studenti. Da un punto di vista organizzativo, si favorirà una maggiore interazione tra le/i responsabili delle azioni di tutorato (generalmente a livello di Scuola) e le presidenze dei CdS, con l’obiettivo di armonizzare le azioni di tutorato con gli altri aspetti della programmazione didattica (es. attivazione della didattica integrativa).
  • Servizi in ingresso e in uscita dal mondo universitario e sviluppo di competenze trasversali - Maggiore enfasi sarà posta in tutti i momenti di transizione particolarmente rilevanti: non solo l’ingresso nel mondo universitario (immatricolazione), ma anche il passaggio da laurea di primo livello a laurea magistrale, l’accesso al dottorato, alle scuole di specializzazione o ai master e l’ingresso nel mondo del lavoro. In aggiunta, saranno attivati servizi per supportare lo sviluppo di competenze trasversali legate a queste varie fasi, quali saper scegliere e sapersi orientare nei nuovi contesti universitari, saper lavorare in gruppo, adattare il proprio metodo di studio al contesto universitario e imparare a potenziare il proprio curriculum.
  • Servizi per studentesse e studenti internazionali - Un punto di attenzione particolare deve essere rivolto nei confronti delle studentesse e degli studenti internazionali (si veda anche il programma sull’Internazionalizzazione), che manifestano una serie di bisogni formativi e personali specifici, a cui è necessario rispondere in modo puntuale per facilitare il processo di inclusione nella nostra cultura organizzativa e nel territorio: 
      • Accoglienza, dialogo, inclusione - Interventi tutoriali puntualmente rivolti all’accoglienza, al dialogo e all’inclusione possono sicuramente rispondere ad alcuni dei bisogni sopra descritti. Per le studentesse e gli studenti internazionali ci si pone inoltre l’obiettivo di creare pacchetti di servizi integrati che vadano dall’accoglienza alla sistemazione in strutture residenziali, all’inserimento e accompagnamento nel corso di studi in cui sono iscritte/i. 
      • Implementare il progetto Mentorship UniPD – tale progetto è dedicato in maniera specifica alla componente studentesca internazionale con lo scopo di intercettare e rispondere alle specifiche esigenze di questa particolare parte della componente studentesca. Tali esigenze vanno dal rinnovo dei permessi di soggiorno (azione già implementata con l’apertura al Bo’ di un ufficio della Questura), alle problematiche legate all’iscrizione al Sistema Sanitario Nazionale, credenziali SPID, problemi di relazione al di fuori dell’Ateneo (sportelli postali e bancari, locatari, etc.).

Spazi e benefici economici

Spazi per la didattica e benefici economici

La didattica deve promuovere collaborazione e dialogo nella comunità universitaria tutta. Gli spazi a essa dedicati hanno quindi la necessità di essere progettati e allestiti con particolare attenzione alle persone e alla collaborazione, per garantire a studentesse e studenti la possibilità di studiare al meglio e per supportare una didattica di qualità. 

  • Potenziamento dei servizi nelle strutture – Biblioteche e aule studio dovranno avere orari più flessibili, rimanendo possibilmente accessibili fino a tarda sera, nei fine settimana e nei giorni festivi, ponendo particolare attenzione alle sedi distaccate. Tali strutture potranno essere raggiunte anche attraverso servizi di trasporto messi a disposizione dall’Ateneo per studentesse, studenti, docenti e personale tecnico amministrativo. Tale flessibilità oraria sarà anche considerata per i servizi quali bar e mense universitarie; inoltre, si lavorerà per incrementare il numero delle mense universitarie.
  • Creazione e potenziamento di spazi per lo studio – Per garantire a studentesse e studenti un maggior numero di spazi per lo studio, unitamente a una loro migliore qualità, si investirà in aule studio, aule per la didattica collaborativa e spazi per i lavori di gruppo, per la discussione e per la socializzazione tra docenti, studentesse e studenti, prevedendo una flessibile disposizione dei banchi e la presenza di connessioni di rete per la comunità studentesca e di lavagne multimediali. Attenzione a questo tema verrà dedicata non soltanto in tutte le sedi dipartimentali già esistenti, ma anche (e in modo particolare) in tutti i nuovi spazi dedicati alla didattica e alla ricerca che l’Ateneo sta realizzando o realizzerà nei prossimi anni, ponendo particolare attenzione alle sedi periferiche e alle altre strutture dell’Ateneo (es. Musei, Orto Botanico, etc.).
  • Servizi e benefici economici – La disponibilità di alloggi e la diffusione e accessibilità di mense universitarie rappresentano un fattore di attrazione per studentesse e studenti provenienti da fuori Padova. È necessario quindi implementare una serie di azioni:
      • Si lavorerà, in accordo con la Regione, per cercare di offrire maggiori e migliori servizi di vitto e alloggio, con particolare attenzione alle mense universitarie, oggi purtroppo sottodimensionate.
      • Si istituiranno servizi ad hoc per facilitare la ricerca di appartamenti, creando convenzioni con agenzie immobiliari della città per migliorare l’accoglienza di studentesse e studenti e del personale che viene da fuori Regione e internazionale.
      • Si proporranno eventi di accoglienza per studentesse e studenti nazionali e internazionali nei singoli Dipartimenti e in Ateneo. 
  • Il polo universitario in carcere - Nell’ottica di essere un’Università sempre più inclusiva e capace di rappresentare una piattaforma di opportunità per tutte e tutti, ci si propone di valorizzare l’esperienza già in essere della formazione per persone in regime di detenzione e/o in esecuzione penale esterna o post carcerazione, allargando l’offerta formativa attuale e potenziando le opportunità di approfondimento e professionalizzazione, anche attraverso attività seminariale e/o laboratoriale. Considerato il ruolo centrale della figura delle e dei tutor, si propone di investire nella loro formazione e qualificazione.

Tecnologie abilitanti

Tecnologie abilitanti

Negli ultimi anni, l’Ateneo ha investito molto per valorizzare l’integrazione delle tecnologie nella didattica, in coerenza con quanto previsto dal piano nazionale per la digitalizzazione della formazione universitaria e le Raccomandazioni EU (si veda anche il programma ICT). Con il supporto chiave dell’Ufficio Digital Learning Multimedia e dell’Asit si sono acquisite, sperimentate e diffuse nuove tecnologie per la didattica, realizzate intese con le più prestigiose piattaforme di MOOC italiane e internazionali e organizzati workshop di formazione per docenti, studentesse e studenti. Molte iniziative sono state sviluppate anche a livello di singoli Dipartimenti o Scuole. Tale investimento si è rilevato particolarmente utile durante il periodo di emergenza da Sars-CoV2, che ha anche permesso a docenti, studentesse e studenti di acquisire velocemente delle competenze su molti strumenti innovativi. Alla fine di questo periodo di emergenza, secondo le regole ministeriali, la didattica tornerà necessariamente in presenza. Tuttavia sarà necessario riflettere su come valorizzare l’esperienza maturata in questi mesi, quale opportunità per un utilizzo oculato e mirato delle tecnologie a servizio della didattica. Le tecnologie devono considerarsi come un supporto che non confligga con un’esperienza di crescita il cui valore formativo si genera, in primo luogo, negli spazi condivisi dove le dinamiche partecipative della comunità universitaria prendono forma. L’ottica da privilegiare sarà quindi quella della didattica integrata, il cui scopo è arricchire la didattica universitaria tradizionale attraverso la combinazione di attività didattiche in presenza (aula) e attività didattiche con frequenza a distanza (spazi o aule virtuali, attività di autoapprendimento, attività di apprendimento collaborativo nell’ambito della learning community, attraverso uso di chat, webinars, forum, etc.). La didattica integrata potrà consentire un approccio innovativo alla didattica che migliori il coinvolgimento e la partecipazione attiva al processo formativo aumentandone l’inclusività.

  • Tecnologie a supporto dell’apprendimento e del coinvolgimento - Ai fini del maggior coinvolgimento e miglior apprendimento delle studentesse e degli studenti, si propone di favorire l’utilizzo, su base volontaria, di strumenti tecnologici, integrandoli al meglio nella didattica frontale, considerando le specifiche esigenze delle varie Scuole e Dipartimenti e dei singoli insegnamenti. A questo proposito, si potrà dare la possibilità di sperimentare didattica blended (es. flipped classroom), in classi appositamente attrezzate, trasferendo parte della trasmissione della conoscenza a casa e lasciando più spazio ad attività di coinvolgimento in aula, in modi che permettono alle studentesse e agli studenti una migliore assimilazione delle nozioni e delle materie di studio. A questo proposito, si investirà per creare le condizioni per cui, nei CdS e per gli insegnamenti per cui sarà espresso questo interesse, si potrà usufruire del 10% dell’insegnamento online all’interno degli insegnamenti in presenza (in linea con il DM 63 del 8/8/2016), fermo restando il coordinamento con le altre attività didattiche del CdS.
  •  Tecnologie per supportare sperimentazione e innovazione - A partire dalle esperienze di successo sviluppate in questi anni, si propone di investire per offrire la possibilità a ogni docente o CdS interessato sia di sviluppare modalità che permettano di integrare le tecniche di insegnamento tradizionali con nuove metodologie di apprendimento, basate sull’utilizzo di presidi tecnologici che simulino la futura pratica lavorativa (es. skill-lab per le professioni sanitarie ma non solo), progettando contenuti ad-hoc che possano essere complementari alle attività di didattica frontale – ad esempio, investire per introdurre l’uso di Realtà Virtuale/Realtà Aumentata nei laboratori, sia di sperimentare software per effettuare attività di laboratorio online. Considerando il ruolo crescente delle tecnologie nella società e in vari ambiti lavorativi, sarà inoltre particolarmente importante implementare una didattica che faccia sperimentare a studentesse e studenti l’uso e l’apprendimento di tecnologie. In quest’ottica si continuerà a investire per rendere possibili l’accesso e l’utilizzo di software anche per la componente studentesca e non solo per il personale docente.
  • Tecnologie a supporto dell’inclusività - E’ necessario puntare a una didattica mirata all’inclusione e alla diffusione del sapere, con format ad hoc e contenuti specifici, per superare la dicotomia tra didattica a distanza e didattica in presenza. La digitalizzazione di alcune delle attività realizzate in aula può permettere di aumentare l’inclusività della didattica offerta, andando incontro alle esigenze di una parte di studentesse e studenti in particolari condizioni di fragilità.
  • Piattaforma a supporto delle attività di lifelong learning, permettendo a chi è già inserito nel mondo del lavoro di poter conciliare l’esigenza di aggiornarsi su temi specifici, migliorare la propria posizione e avere accesso a percorsi di sviluppo di carriera professionale, con la propria vita lavorativa e personale.
  • Servizi a supporto dell’utilizzo delle tecnologie - Per attuare tali azioni, sarà necessario continuare a investire nell’ufficio Digital Learning & Multimedia e in progetti decentrati, affinché si sviluppino anche nei Dipartimenti figure in grado sia di supportare il personale docente nella progettazione didattica e multimediale, sia di capire le esigenze didattiche specifiche dei CdS dei diversi Dipartimenti, favorendo il decentramento delle attività per le quali risulta più funzionale. Inoltre, sarà importante: investire nella formazione di personale docente e tecnico amministrativo integrando quella sulle tecnologie, erogata da figure specializzate in area tecnologica e metodologica; potenziare le varie attività, già in corso, di formazione e informazione inerenti ai nuovi strumenti tecnologici; fornire appropriato supporto e formazione a studentesse e studenti che utilizzeranno tali tecnologie.